martedì 18 gennaio 2011

Cinque "bufale" web sui mostri Tgcom le ha smascherate per i lettori


Hanno terrorizzato milioni di internauti. Alcuni avevano la dentatura seghettata, altri strani artigli, qualcuno succhiava pure il sangue. Sono l'evoluzione tecnologica delle comuni panzane sui mostri. Se prima a spaventare erano il mostro di Loch Ness e i vampiri, di cui si avevano poche immagini sfocate nel primo caso e una lunga tradizione orale nel secondo, adesso le orrifiche creature del XXI secolo sono iperdocumentate da immagini audiovisive e fotografiche. Ma,se la forma è cambiata, di certo non lo è la sostanza. Panzane erano prima e panzane son rimaste.

La carcassa del mostro di Montauk Era il luglio 2008 e sulla spiaggia di Ditch Plains delle amiche stavano giocando spensieratamente. All’improvviso, scorgono una strana sagoma. Si avvicinano ed ecco un essere mostruoso, morto. Le ragazzine prendono la macchina fotografica e lo immortalano per vendere gli scatti a un giornale locale. Le immagini arrivano sul web e la vicenda assume vaste proporzioni su scala mondiale. Anche wikipedia gli dedica una voce. Si moltiplicano le ipotesi sulla carcassa del mostro di Montauk. Uno degli aspetti più intriganti era la vicinanza al Centro per le malattie degli animali di Plum Island. Da lì, l’immaginazione ha cominciato a lavorare, si è pensato che la salma fosse il risultato di un esperimento malriuscito e che gli scienziati “dal cuore di pietra” l’avessero gettato nell’oceano. Altri hanno pensato a un’anomalia genetica. In realtà era solo un procione. Sebbene le argomentazioni iniziali tendevano ad affermare che le gambe fossero troppo lunghe, gli esperti, a seguito della realizzazione di calchi dentali e comparazioni delle strutture scheletriche, hanno dimostrato che il mostro di Montauk non era niente di più di una carcassa di procione in decomposizione.

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