giovedì 24 ottobre 2013

L'Italia non è un Paese per giovani

L'Italia non è un Paese per giovani


Italia uno dei pochi paesi anzi pochissimi paesi dove il presidente è più vecchio del pontefice e dove i nonni lavorano e i nipoti sono disoccupati. I nostri giovani non solo disoccupati ma anche presi di mira dai ministri che si divertono a prenderli per i fondelli. Due casi per capire l'antifona,dai “choosy” della Fornero fino fino a Visco “In Italia studiare non conviene Per trovare lavoro, una laurea vale un diploma".Parole dette,le prime,da un ministro del lavoro Italiano mentre era in carica,le seconde,da il governatore della Banca d'Italia in carica. Non lamentiamoci allora se siamo visti male all'estero a livello di lavoro e studi quando le persone che dovrebbero sponsorizzare i giovani ne parlano male per primi?Voi comprereste mai una macchina da un rivenditore dove il padre del proprietario vi dice di diffidare del figlio?Un paese dove i cartelli,pochi,esposti nelle vetrine cercano ventenni con esperienza,esperienza che difficilmente potranno fare se nessuno li assume per primi,bisogna iniziare ad assumere con contratti seri e non a 3 mesi o apprendistato di 4 anni per poi non formarli e lasciarli a casa finito il contratto valenti o no. Intanto continuiamo ad essere terra di invasione dall'Africa riempiendo le notizie dei telegiornali e le pagine dei giornali mentre nessuno parla dei nostri giovani che scappano all'estero per cercare lavoro e come presentazione hanno le credenziali del ministro e del governatore della Banca d'Italia. Qui torna l'esempio del rivenditore d'auto. Chi vede di buon occhio il giovane Italiano che è “chhosy” e che se hanno una laurea equivale al diplomato del natio?Noi che siamo la culla della cultura,vedi Dante e latino madre di quasi tutte le lingue Europee per citare due esempi. Invece oggi cosa succede?Invasi dalla musica straniera dove la maggior parte non capisce neanche il testo,invasi dai marchi stranieri che stanno comprando il made in Italy,invasi da persone disperate che preferiscono morire in mare piuttosto che rimanere a casa loro,quest'ultimi figli di un Africa che coi soldi che hanno ricevuto,pochi o tanti non tocca a ne discuterne,sono finiti per le guerre locali o per arricchire i vari ras del momento. Quindi cari giovani non fatevi il sangue marcio perché non avrete ma il il problema della pensione perché stanno combinandone di tutte per non farvi arrivare ai requisiti per poterne usufruire,mentre i politicanti e cariche istituzionali con il portafogli pieno di soldi per incarichi vari e prebende pontificano sulla vostra pelle. Cari giovani un solo augurio che crescendo cambiate la nostra amata patria rendendola a misura d'uomo qualunque età abbia il cittadino non dimenticando cosa state sopportando oggi.






 

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